Enea Pilo e le Balene Volanti

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Enea Pilo e le Balene Volanti

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PagoDopo Squadratlantica

Romanzo
Andrea Calebich e Davide Pizzolato
208 pagine – immagini inserite nel testo
Pagine a sinistra bianche per agenda, appunti, disegni e fotografie

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  • Descrizione

    Descrizione

    SINOSSI / TRAMA
    1946. In un mondo devastato dalla guerra atomica, l’umanità è ormai allo stremo delle forze.
    Nel cielo appaiono all’improvviso le Balene Volanti, straordinarie e gigantesche creature dello spazio, messaggere di speranza, di vita e di un nuovo futuro. Ma il conto alla rovescia è cominciato: perseguitate dalla milizia alata dei Lupi, le Balene Volanti stanno per abbandonare la Terra e solo l’intervento di una squadra di coraggiosi piloti può fermare la migrazione e scongiurarne le devastanti conseguenze.
    L’amicizia impossibile tra Enea, un ragazzo semplice animato dai nobili sentimenti del coraggio e dell’amicizia e Neva, spericolata erede di un esercito di spietati bracconieri il cui scopo unico è predare le Balene, diventa una straordinaria corsa per salvare la vita stessa.

    LEGGI LA PRIMA PAGINA:
    “Fuori, il sole era ancora ben lontano dal tramontare e picchiava dannatamente, in quel giorno che sembrava non finisse mai.
    Dentro, i due non si curavano troppo del clima, chini ed indaffarati com’erano attorno ad un blocco di metallo dipinto d’azzurro, solcato da due profonde spaccature che ne dividevano la sommità in tre parti, chiamate in gergo bancate.
    Allineati sopra un lungo tavolo, attendevano il proprio turno bielle, cuffie, spinotti, magneti… Parevano pezzi nuovi di fabbrica, tanto erano stati perfettamente revisionati e lucidati, ed invece avevano quasi cinquant’anni di vita. Un motore d’aeroplano, a quei tempi, era cosa difficile a vedersi, ed ancor più un bestione come quell’Asso 2-800, un mostro da milleottocento cavalli di potenza, fiore all’occhiello delle officine Isotta-Fraschini di Milano.
    Quegli uomini erano meccanici, d’una specie ormai rara: motoristi aeronautici. Assieme a loro nell’officina, un ragazzino sui tredici anni; faceva la spola tra il tavolo ed il carrello che sorreggeva il propulsore, il cui montaggio era quasi ultimato, porgendo di volta in volta componenti ed attrezzi ai due tecnici. Silenzio e concentrazione regnavano come in una sala operatoria.
    Ad un certo punto, il più anziano raddrizzò la schiena e, senza posare gli attrezzi, s’allontanò di qualche passo; esaminando da lontano l’opera, socchiuse pensieroso le palpebre a ripercorrere mentalmente il manuale tecnico che, da decenni, conservava nel suo personalissimo magazzino dei ricordi. Quand’ebbe concluso la verifica, sempre a bocca chiusa, si diresse al portone che dava sulla pista sterrata, arrestandosi sulla soglia. Sopra di lui, la tabella “Squadratlantica” dominava il consueto orizzonte della Valpolicella: vigneti a perdita d’occhio che increspavano il tranquillo profilo dei pendii circostanti; qualche fattoria, una manciata di cipressi di guardia ad una pieve romanica.

    L’uomo alzò di scatto la testa. Qualcosa aveva attirato la sua attenzione.
    Maestosa ed incredibilmente leggera. Vista da ottomila metri più in basso, così appariva la formazione delle balene volanti; tanti piccoli e brillanti aghi, a ricamare scie di condensazione bianche e parallele contro il cielo turchese.”

    IL MESSAGGIO DIETRO LA STORIA
    Una balena ti cambia la vita. Figurarsi se ne arrivano migliaia tutte insieme e pure volanti.
    Nel 1946 il mondo è alla fine, devastato dalla guerra ed ormai sull’orlo della autodistruzione; ma succede il miracolo: qualcuno o qualcosa di superiore ha deciso di darci una nuova possibilità.
    La balena come metafora di un pianeta che reagisce con infinito e rinnovato amore alla pazzia distruttiva dell’umanità, immagine della madre che accoglie e perdona il figlio, confortandolo e nutrendolo con il frutto del suo corpo. E la balena che vola – anche se non dovrebbe – è lì a far capire che la felicità è proprio nella leggerezza del vivere senza la bramosia ed il peso del possesso materiale, perché “la balena vola perché non si possiede”, si dona agli altri. E passano gli anni, e sembra allora che l’umanità forse impari la lezione ed a vivere per la vita, per l’amicizia, per una corsa in bicicletta tra le strade bianche di una campagna che è tornata ad essere il suo habitat principale; convivere per condividere, con semplicità un buon bicchiere di vino rosso con uno sconosciuto o emozionarsi per la festa del paese o una corsa in aeroplano sopra il Lago di Garda, a regolare i conti lasciati in sospeso in una gara mai disputata quasi mezzo secolo prima. Una umanità tornata quindi serena e consapevole di avere un posto ed un ruolo in un sistema più grande, ma che inevitabilmente e con il passare del tempo dimentica lo scampato pericolo e torna a far i conti con se stessa, con il male che nonostante tutto è sopravvissuto e che torna a materializzarsi nella figura simbolica del lupo riunito in branchi, di militari tecnologici e predatori guidati da chi da tempo ha superato il limite imposto dall’istinto di sopravvivenza e che attacca ed uccide spinto dalla bramosia del potere e della supremazia.

    DICONO I LETTORI
    “Emozioni su emozioni, vorresti che questo libro non finisse mai… mentre scorri le pagine alla velocità della luce, speri non finisca mai!! CONSIGLIATISSIMO ad appassionati di volo e non…  UNA FAVOLA DA LEGGERE E RILEGGERE”
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