Maglia manica corta – RAV – Reparto Alta Velocità 1934 – Blu Navy

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Maglia manica corta – RAV – Reparto Alta Velocità 1934 – Blu Navy

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SERIE LIMITATA / LIMITED EDITION

Tshirt manica corta uomo MADE IN ITALY

Composizione: 100% Cotone / Peso del capo circa 160 gr.

Colore:
Blu navy con stampa amaranto

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  • Descrizione

    Descrizione

    Aeronautica Italiana: Storia del Reparto Alta Velocità

    Di Igino Maria Coggi per Archivio Storico Squadratlantica

    Estratto dalla pubblicazione “Più veloci del Rischio”. Squadratlantica 2018

    Copyright Squadratlantica – vietata la riproduzione, anche parziale.
    di Igino Maria Coggi per Archivio Storico Squadratlantica
    Copyright Squadratlantica – vietata la riproduzione, anche parziale.

    Desenzano del Garda, 23 ottobre 1934

    Il Maresciallo Francesco Agello, ai comandi del Macchi MC.72 batte il record mondiale assoluto di velocità con 709,209 km/h. È il culmine di un complesso lavoro di sperimentazione condotto da quella struttura aeronautica unica al mondo che fu il Reparto Alta Velocità, o RAV, di Desenzano nonché di una parabola il cui inizio risale al 1° febbraio 1928 quando, contestualmente alla sua costituzione, il suo comando viene assunto dal ten. col. Mario Bernasconi, ingegnere e pilota.

    Reparto Alta Velocità Squadratlantica

    1928 – Nasce il RAV Reparto Alta Velocità

    «Creare un organismo avente la possibilità, come mezzi tecnici, e la idoneità, come uomini, di effettuare prove a terra e in volo sulle macchine aeree veloci, per studiarne il comportamento e per risolvere gli innumerevoli problemi riflettenti l’aerodinamica, la termodinamica e la statica delle macchine stesse sottoposte a tormenti elevati quanto poco conosciuti». È con queste parole che Bernasconi ci racconta il perché del RAV. Non una semplice e temporanea struttura per l’addestramento dei piloti destinati alla Coppa Schneider, come l’High Speed Flight britannico, bensì un autentico centro sperimentale mirato allo studio del comportamento delle macchine e dell’uomo alle alte velocità avvalendosi di strutture e apparecchiature allora sofisticatissime concepite dallo stesso RAV: dal laboratorio medico ai banchi prova motori, agli strumenti di alta precisione per controllo e misurazione dei percorsi e delle velocità.

    Sul Garda era stato “disegnato” un percorso riproducente il circuito Schneider di 50 km «a forma di triangolo acutangolo comportante due virate di quasi 180 gradi» da percorrersi sette volte il che, racconta Bernasconi, «portava a ben 14 dietrofront su 350 km». Poi fu trovata «una base di 3 km, rispondente alle prescrizioni internazionali sia nel riguardo della precisione della sua misura di lunghezza sia per i sistemi fotoelettronici impiegati per la determinazione delle velocità degli aerei. Sarebbe stata utilizzata a scopo di controllo e collaudo durante i voli degli idrocorsa ed inoltre nel conseguimento dei primati».

    Diventare Velocisti: La Selezione dei Piloti

    Non era facile entrare nel RAV. Requisito base per l’ammissione, su richiesta volontaria, essere pilota militare da almeno tre anni, «in possesso – ci dice Bernasconi – delle più alte classifiche di pilotaggio». Al RAV gli aspiranti, racconta il suo comandante, «dopo un passaggio su idrovolante S.59, erano sottoposti ad ulteriori prove di carattere psichico ed intellettivo, sia a terra che in volo, tendenti a rivelare, oltre la loro virtuosità di piloti, soprattutto la vivacità di spirito, l’attitudine a tutto osare in uno con la riflessione e la disciplina». Poi «l’addestramento propriamente detto passando con metodo e progressività su idrocorsa vieppiù veloci presentanti difficoltà sempre più manifeste, non tanto a motivo della velocità aumentata, quanto per quelle create dalle strette virate attorno ai piloni, dai lunghi e insidiosi decolli e dai laboriosi ammaraggi».

    Alla fine non restavano più di sette od otto piloti. Fra essi Bernasconi ne puntò uno in particolare: il maresciallo di I classe, già pilota di ricognitori, Francesco Agello. E fu su questo semplice sottufficiale di Casalpusterlengo che il comandante del RAV individuò il soggetto più adatto alla conquista dei primati con l’MC.72 i cui laboriosi e difficili collaudi cominciavano a Desenzano il 22 giugno 1931.

    Il Canto del Cigno

    Agello sarà uno dei protagonisti della messa a punto di questa difficile macchina e del suo complesso motore Fiat AS.6 che richiederà quasi due anni. Era proprio Agello, il 10 aprile 1933, a conquistare il primato mondiale assoluto di velocità con 682,078 km/h. Non era finita. Lasciato Agello a Desenzano ad occuparsi della preparazione del nuovo record di velocità, il RAV, Bernasconi in testa, si trasferiva ad Ancona per altre due memorabili imprese tutte con l’MC.72 : primato mondiale di velocità su circuito di 100 km, 8 ottobre 1933, tenente colonnello Guglielmo Cassinelli, 629,370 km/h; Coppa Blériot, 21 ottobre 1933, capitano Pietro Scapinelli 619,374 km/h. Ora toccava ad Agello e all’intera squadra del RAV dare l’assalto al nuovo primato che avrebbe migliorato quello del 1933. Un altro anno di lavoro e arriverà il record, con il superamento del “muro” dei 700 km/h.

    Con il record di Agello la parabola del RAV inizia la fase discendente. Partito Bernasconi per la Spagna, il RAV si limitò agli ultimi corsi per “velocisti” per finire come scuola elementare per avieri analfabeti. Poi la fine. Il 6 maggio 1940 il glorioso Reparto Alta Velocità veniva messo in “posizione quadro”.

    Reparto Alta Velocità Squadratlantica

  • Informazioni aggiuntive

    Informazioni aggiuntive

    Peso 0.4 kg
    Dimensioni 40 × 40 × 10 cm
    Taglia

    XS, S, M, L, XL, 2XL, 3XL

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