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Quali furono le istruzioni assegnate ai grafici selezionati per dipingere i magnifici poster della Trasvolata Atlantica del Decennale? Fu libera arte espressiva o propaganda? Sotto il profilo tecnico le trasvolate furono pianificate con metodo militare fin nei minimi dettagli, ma chi disegnò con altrettanta lucida visione il messaggio da rivolgere al mondo? Quali furono le istruzioni, le regole ed i limiti entro i quali gli spiriti liberi degli artisti furono chiamati ad inquadrare le forme ed i colori  delle loro opere per fare spazio ad una comunicazione propagandistica accuratamente progettata?
In questo articolo raccogliamo le immagini dei poster realizzati in occasione della trasvolata Atlantica del Decennale effettuata nel 1933 dagli idrovolanti S55X della Regia Aeronautica; l’obiettivo è quello di realizzare una analisi sul come l’arte grafica dell’epoca raccontò, attraverso la composizione delle immagini e la scelta dei testi, quell’epica impresa.
Analizzeremo quindi le opere e conosceremo gli autori in modo da comprendere, per quanto ne saremo capaci, i messaggi propagandistici che si volevano trasmettere ma anche i retro pensieri che portarono a scelte grafiche e descrittive a prima vista incomprensibili. Scopriremo che a volare in formazione in quelle epiche imprese non furono solo aeroplani e piloti ma anche artisti, grafici e parolieri addestrati anch’essi al compito di raccontare al mondo un’azione straordinaria compiuta per la prima volta nella storia.
VOLI DI MASSA
Viaggiamo nel tempo ed immaginiamoci al Ministero dell’Aeronautica. Balbo e Mussolini discutono sul senso dell’impresa pianificando lucidamente quelli che dovranno essere i benefici tecnici e propagandistici di una azione che avrà un’eco straordinaria in tutto il mondo. L’obiettivo primario è quello di dimostrare che l’Italia è una potenza monolitica ed inattaccabile. Bisogna mostrare i muscoli. Non c’è quindi più spazio per i Lindbergh o De Pinedo singoli protagonisti ed eroi solitari e romantici che accentrano su di sé il valore dell’impresa; questa è tutta un’altra faccenda. Il successo non può dipendere dal caso di un talento fortunato; il valore, l’ardimento il merito e la potenza devono scaturire abbondanti e continui dall’addestramento militare e politico di una moltitudine, una massa di cittadini aviatori addestrati, validi, riproducibili e sostituibili. Il modello d’impresa – se si può usare questo gioco di parole –  è la produzione in massa industriale degli Stati Uniti. Ecco perché il primo forte segnale è il nome scelto: voli di massa. E’ giunto il tempo di stormi di aeroplani inquadrati militarmente che ala contro ala eseguono missioni vere e proprie pilotati da militari di carriera accuratamente selezionati e duramente addestrati per il compito assegnato.
ROMA – CHICAGO – NEW YORK – ROMA
Lo storico appassionato sa molto bene che la trasvolata del Decennale prese effettivamente il via non da Roma ma dall’idroscalo di Orbetello, “nido” degli Atlantici. La comunicazione dell’epoca scelse però, per evidenti motivi propagandistici e probabilmente anche di musicalità e bellezza grafica dell’insieme, di identificare le tappe in ROMA – CHICAGO – NEW YORK – ROMA. E’ facile comprendere cosa si intendeva comunicare posizionando per ben due volte la capitale d’Italia a serrare tra due tenaglie le due città simbolo della potenza statunitense. La missione ufficiale della trasvolata era quella di aprire nuove rotte commerciali ma si voleva anche avvertire l’America ed il mondo intero che dall’Italia una formazione serrata di aeroplani militari poteva raggiungere qualunque luogo del mondo.
(CONTINUA)
ENG TEXT
What about the instructions assigned to the graphic designers selected to paint the magnificent posters of the Decennial Atlantic crossing? Was it free art of or propaganda? From a technical point of view, the flights were planned with a military method down to the smallest detail, but who, with the same clear vision, designed the message to be addressed to the world ? What were the instructions, rules and limits within which the free spirits of the artists were called to frame the shapes and colors of their works to make room for a carefully planned propaganda communication?
In this article we collect the images of the posters made for the Atlantic crossing of the Decennial of the Italian Air Force “Regia Aeronautica” carried out in 1933 by the S55X seaplanes; the aim is to carry out an analysis of how the graphic art of the time recounted that epic enterprise through the composition of images and the choice of texts.
We will then analyze the works and get to know the authors in order to understand, as far as we are capable, the propaganda messages that they wanted to convey but also the retro thoughts that led to graphic and descriptive choices that looks at first sight incomprehensible. We will discover that flying in formation in those epic feats were not only airplanes and pilots but also artists, graphic designers and lyricists also trained in the task of telling the world an extraordinary action performed for the first time in history.
MASS FLIGHTS
Let’s travel through time and imagine ourselves at the Ministry of Air Force in Rome. Balbo and Mussolini discuss the meaning of the flight by lucidly planning what the technical and propaganda benefits of an action that will have an extraordinary echo all over the world will have to be. The primary objective is to demonstrate that Italy is a monolithic and unassailable power. Muscles have to be shown. There is therefore no more space for the Lindbergh or De Pinedo, single protagonists and solitary, romantic heroes who center the value of the enterprise on themselves; this is a whole other matter. Success cannot depend on the chance of a lucky talent; valor, daring, merit and power must flow abundantly and continuously from the military and political training of a multitude, a mass of trained, valid, citizen aviators, reproducible and replaceable. The business model – if this pun can be used – is the US industrial mass production. That is why the first strong signal is the chosen name: mass flights. The time has come for squadrons of militarily framed airplanes that wing to wing carry out real missions piloted by carefully selected and hard-trained career soldiers to accomplish the assigned task.
ROMA – CHICAGO – NEW YORK – ROMA
Historian knows very well that the flight actually took off not from Rome but from the seaplane base of Orbetello, the “nest” of the Atlantici aviators. The advertising of that time, however, chose, for obvious propaganda reasons and probably also of musicality and graphic reason of the whole, to identify the flight steps in ROMA – CHICAGO – NEW YORK – ROMA. It is easy to understand the suggestion researched by positioning twice the capital of Italy in order to clamp between two pincers the two main cities of US power. 
(TO BE CONTINUED)
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