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GHEREGHEGHEZ GHEZ GHEZ GHEZ! La storia dietro al mito.
di Igino Maria Coggi per Archivio Storico Squadratlantica
Nacque come grido di guerra dell’aviazione da caccia, prendendo lo spunto dai saluti alla voce della Prima Guerra Mondiale. Poi ben presto si estese all’intera Regia Aeronautica e da qui trasmesso all’Aeronautica Militare che della “Regia” e dei reparti ad essa antecedenti assorbirà valori e tradizioni. Ancora oggi, ripetuto ad alta voce, in coro, e per tre volte, lo sentiamo lanciare ad ogni riunione, ad ogni manifestazione, negli Stormi dell’Aeronautica.
Cosa significa? Chi vuole che esso richiami l’avviamento a mano dei primi motori, chi vuole che esso richiami la raffica delle mitragliatrici, chi vuole che esso richiami il grido dell’aquila. Tesi quest’ultima la più accreditata perché legata al volatile che per eccellenza rappresenta l’aviazione e gli aviatori: l’aquila per l’appunto che, ad ali spiegate, è in tutto il mondo il simbolo del pilota, militare o civile che sia. E che, nella nostra Aeronautica, ritorna nella Preghiera dell’Aviatore laddove si chiede a Dio «dacci le ali delle aquile, lo sguardo delle aquile, l’artiglio delle aquile».
Come nasce? Il 7 maggio 1923, con comando a Brescia e Gruppi Volo ripartiti ad Aviano, Venaria Reale e Cinisello, si costituisce il 1° Stormo Caccia Terrestre, primo reparto organico da caccia dell’appena nata Regia Aeronautica (28 marzo 1923). Ed proprio in seno al 1° Stormo, quello dell’”Arciere”, che la tradizione vuole sia nato il Gheregheghez, Ghez! anche se è dibattuto il luogo ove esso fu udito per la prima volta: Cinisello o, secondo altre tesi, Campoformido presso la 76ª Squadriglia Caccia appartenente al 6° Gruppo, uno dei tre del 1° Stormo.
Quello che è certo è che “l’invenzione” risalirebbe ai piloti più giovani del reparto, ai “pivelli” della “Famiglia Rame” come scherzosamente si definivano per via dei pochi spiccioli che circolavano nelle loro tasche. Giovani insoddisfatti dell’ambiente che li circondava, solo routine, pochi voli, tanta sufficienza da parte degli “anziani” e dei veterani, nulla o quasi che potesse soddisfare la loro passione per il volo, il “motore” che li aveva spinti ad arruolarsi. Da qui un moto di rivolta con un pizzico di spirito goliardico per rompere il silenzio. L’anno sarebbe il 1924 ad una festa di reparto: un grido apparentemente senza senso lanciato a piena voce da quelli della “Famiglia Rame”. Un momento di sgomento, di sorpresa poi l’accettazione. Da quel momento il Gheregheghez, Ghez! entrava ufficialmente nel 1° Stormo quale grido di guerra. E chi dal 1° Stormo transitò ad altri reparti se lo portò appresso.
In breve fu fatto proprio da tutta la Regia Aeronautica e dalla “Regia” passò all’Aeronautica Militare nata dopo la fine della guerra e la costituzione della Repubblica Italiana. Con due sole eccezioni. Una è il 4° Stormo il cui grido di guerra è “Al Lupo, Al Lupo!” che vorrebbe richiamarsi a quello della 91ª Squadriglia, la “Squadriglia degli Assi”, della Prima Guerra Mondiale. L’altra è il 15° Stormo dove si grida “Mammajut, ajut! Mammajut, ajut! Mammajut , ajut ajut ajut!” a ricordo di quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, esso volava con l’idrovolante da ricognizione marittima Cant-Z-501, una specie di barcone volante che i suoi equipaggi avevano appunto soprannominato “Mammajut”.
Salvo queste eccezioni il Gheregheghez, Ghez! lo si grida alla prima occasione in tutti i reparti della nostra Aeronautica. E a gridarlo sono invitati, anzi obbligati, anche gli ospiti. Con un’avvertenza, evitare accuratamente di sbagliarlo perché potrebbe costare carissimo: una bevuta all’intero Stormo.
Aermacchi MB339 Squadratlantica
ENG TEXT
GHEREGHEGHEZ : THE HISTORY BEHIND THE MYTH
Written for Squadratlantica by the Italian Historian Igino Maria Coggi
Inspired by World War I voice salutes, Gheregheghez, Ghez! was born as a war cry of the aviation fighters. It quickly spread through the entire Regia Aeronautica and from there it was passed onto the Italian Air Force, which then would absorb values ​​and traditions of the Regia and the departments prior to it. Still today, we can hear it repeated aloud in chorus three times at every gathering or event of the Italian Air Force Squadrons.
But, what does it stand for? Some people say it’s the sound the first manual engines make, some say it’s the burst of machine guns, and some say it’s the cry of the eagle. The last thesis is the most validated because it is linked to the icon that best represents aviation and aviators: the eagle. With its wings spread, it is the universal symbol of the pilot, military or civilian. It also appears in our italian aviator prayer when we ask God to “give us the wings of eagles, the eyes of eagles, the claw of the eagles.”

How was it born? On May 7, 1923 the 1st terrestrial fighter formation (1° Stormo Caccia Terrestre) was created with command in Brescia and flying groups in Aviano, Venaria Reale and Cinisello. It was the first organic fighter department of the newly born Regia Aeronautica (28 March 1923). According to tradition it’s within the 1° Stormo “dell’ Arciere” that Gheregheghez, Ghez! was created, although there is a debate around the place where it was heard for the first time which could be Cinisello or, according to other opinions, Campoformido at the 76th Fighter Squadron of the 6th Group, one of three of the 1° Stormo.
What is sure is that its creation dates back to the younger pilots of the department, the rookies of the “
Famiglia Rame“ (Copper Family) as they jokingly called themselves because of the few money they had in their pockets. They were dissatisfied of the environment around them, mainly routine work, just a few flights, arrogant elders and veterans, almost nothing that could satisfy their passion for flying, the “engine” that led them to enlist. Hence a movement to revolt with a pinch of carefree spirit broke the silence. In the year 1924 at a department party, somebody from the Famiglia rame made a cry, seemingly meaningless, in full voice. A moment of shock, of surprise, then of acceptance. Since then Gheregheghez, Ghez! officially entered into the 1° Stormo as a war cry. And whoever went to other departments brought it along. In a short amount of time it was embraced by all the Regia Aeronautica and from there it was passed onto the Air Force, which was born after the end of the war and the establishment of the Italian Republic. With only two exceptions, one being the 4° Stormo, whose war cry “Al Lupo, Al Lupo!” (Wolf! Wolf! ) called to mind the 91st “Squadriglia degli Assi” of World War I. The other one is the 15° Stormo, whose shout “Mammajut, ajut! Mammajut, ajut! Mammajut, ajut ajut ajut” ( Mum help me! ) was used on marine patrols during World War II on the Cant-Z-501 flying boat aircraft which the crews named Mammajut.
These exceptions aside the Gheregheghez, Ghez! is shouted by all departments in our Air Force at every opportunity. Also guests are invited to join in, but be careful though, any mistakes are made and it’s a round of drinks for the whole Squadron!

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