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Dinnanzi alla signora morte, dicono, si rivedono come al cinematografo i momenti più importanti della propria vita. Ora io sono qui, solo e sfinito, circondato dai ghiacci e dall’oscurità e l’unico calore e luce che posso cogliere sono dentro di me, nei vividi ricordi. Non ho paura. Muoio giovane ma ebbro di quel coraggio che mi ha fatto abbracciare la vita senza mai tirarmi indietro e che ora mi scalda il cuore, infischiandosene di questo gelo. Ho goduto della gioia più bella che essere umano possa desiderare, quella nella quale egli si stacca dalla terra e si slancia nell’aria. Muoio prigioniero di queste montagne eterne che già una volta mi hanno lasciato andare. Quel giorno barattai la vita e l’impresa della vita con questo momento da pagare. Lo sapevo, lo so. Ho avuto il magnifico Poeta Gabriele d’Annunzio come amico e Vienna ai miei piedi, questo è sufficiente per una vita. E questa notte, dinnanzi alla maestosità del creato, illuminata da una luna gibbosa, io saldo il mio conto. Addio Cara Madre. Caro Silvio, Fratello mio, ora io salgo al tuo fianco a vegliare il volo del nostro amatissimo Italo.

Il Capitano Natale Palli fu il pilota che, ai comandi dello SVA biposto, visse insieme a Gabriele d’Annunzio l’impresa del volo su Vienna nell’agosto del 1918. Pilota di indubbio coraggio ed abilità, nel marzo del 1919 tentò insieme al compagno d’armi ed amico fraterno Francesco Ferrarin ( cugino del più conosciuto Arturo Ferrarin ) la nuova impresa di un volo in giornata Padova-Parigi-Roma. Due SVA in formazione decollarono da Padova ed affrontarono le alpi ma una impenetrabile tempesta di neve sbarrò loro la strada. Con a bordo il meccanico terrorizzato che pregava il biposto di Ferrarin riuscì a rientrare ma a Palli, disperso sul Mont Pourri, fu richiesto dal destino il pagamento del suo debito. 
In the face of death, they say, you see as at the cinematograph the most important moments of your life. Now I am here, alone and exhausted, surrounded by ice and darkness and the only warmth and light I can grasp within me, are in my vivid memories. I am not afraid. I die young but drunk of that courage that made me embrace life without ever backing away and that now warms my heart, not caring about this frost. I have lived the most beautiful joy that a human being can desire, the one in which he detaches himself from the earth and soar into the air. I die prisoner of these eternal mountains that already once let me go. That day I traded life and the feat of a life for this moment to be paid. I knew. I know. I have had the magnificent Poet Gabriele d’Annunzio as friend and Vienna by my feet. That’s enough for a lifetime. And tonight, in front of the majesty of creation, illuminated by the moonlight, I pay the bill. Goodbye dear mother. Dear Silvio, my brother, now I come up on your side to kepp watch the flight of our beloved Italo.

Captain Natale Palli was the pilot who, at the controls of a two-seater SVA, lived with Gabriele d’Annunzio the feat of flight on Vienna in August 1918. Pilot of undoubted courage and skill, in March 1919 he tried, together with his comrade in arms and close friend Francesco Ferrarin ( cousin of the best known Arturo Ferrarin ) the new venture of a day flight Padua-Paris-Rome. Two SVA in formation took off from Padua and faced the Alps but an impenetrable snowstorm blocked their way. With on board the terrified mechanic who prayed, to Ferrarin’s two-seater he managed to return safe, but Palli, missed on Mont Purri, was required by fate to pay his debt.

TSHIRT VOLO SU VIENNA

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